18 apr 2011

ARDECHE: MAISON DU CHATAIGNIER

Ho visitato la "Maison du Chataignier" a Saint-Pierreville in Ardeche (Francia).



E' veramente interessante, ben organizzato per tavole tematiche ed esempi pratici; mi è parso particolarmente indirizzato a scopi didattici (ed infatti v'erano diverse scolaresche).
Interessante il video proiettato, ovviamente solo in francese.
Mi sono particolarmente piaciute le vallate attorno: infatti l'Ardeche ha montagne più dolci rispetto alle Alpi o all'Appennino settentrionale.

Merita indubbiamente una visita.
Maggiori informazioni clikkando QUI
Maison du Châtaignier
Adresse postale : Place Neuve, 07190 Saint-Pierreville (F)



Au cœur du Parc naturel régional des Monts d’Ardèche, dans le village de Saint Pierreville, la Maison du Châtaignier vous accueille pour une découverte de la châtaigne, sur 3 niveaux d’exposition rénovés.
La Maison du Châtaignier retrace l’histoire d’une relation privilégiée entre l’homme des pentes ardéchoises et son « arbre à pain ».
Elle soutient également toutes les actions concernant la châtaigneraie : de la promotion des produits à base de châtaignes au maintien des châtaigneraies.

Pour le site, cliquez ICI
Maison du Châtaignier
Adresse postale : Place Neuve, 07190 Saint-Pierreville (F)

12 apr 2011

PASSION CHESTNUTS

I found an easy recipe dating from nineteenth century, called: passion chestnuts .
It seems to have aphrodisiac properties.



Recipe
Put the already peeled chestnuts to soak in Muscat-wine for a few hours.
Boil them in the same soaking liquid, in a pot covered with a lid, until cooked (around 20').
Before serving, garnish with a few pistachios, cinnamon and honey.

I do not take responsibility if they do not work in the field of love; although chestnuts are heart-shaped ...



For more chestnuts recipes, click HERE

11 apr 2011

ALBERT ANKER: NATURA MORTA CON VINO E CASTAGNE

Albert Samuel Anker (1 aprile 1831 – 16 luglio 1910) pittore ed illustratore di ispirazione realista, è stato chiamato il “pittore nazionale” della Svizzera perchè produsse rappresentazioni popolari sulla vita dei villaggi svizzeri nel del XIX secolo.
Visse fra Parigi ed Ins, nel seeland Bernese, e compose opere del tutto originali nella pittura del 19esimo secolo, con ritratti del mondo rurale svizzero scevri da idealizzazioni della vita agreste.
Ancora oggi le opere di Anker godono di un forte interesse da parte di musei, mercanti d'arte e collezionisti, con quotazioni record ed esibizioni in tutto il mondo.



Fra le 30 nature morte che dipinse, raffiguranti composizioni sia rurali che urbane, appare anche questa "Natura morta con vino e castagne" del 1897, un olio con dimensioni di 39x45cm: la sua solidità realista riflette la visione di un ordine armonico e stabile del mondo che Anker aveva.

Maggiori informazioni sul sito della Fondazione Anker clikkando QUI

9 apr 2011

BISCOTTI INTEGRALI ALLE CASTAGNE

Una ricetta integrale trovata sul blog FRAGOLE A MERENDA, appunti di cucina
L'autrice, dopo esser sopravvissuta ad un trasloco, cosa che non riesce a tutti, si dedica a questi biscotti rustici, dal sapore che ci dice "deciso" e tipico delle castagne.



INGREDIENTI

farina di castagne: 100 gr
farina bianca 00: 100 gr
farina integrale di grano: 50 gr
zucchero grezzo di canna: 80 gr
burro: 100 gr
latte: 6 cucchiai
sale fino: un pizzicco


Per la ricetta clikkate QUI

5 apr 2011

RAYLAMBERT: UNA DELIZIOSA IMMAGINE

Ho trovato su Flickr, grazie alla AGENCE EUREKA, questa meravigliosa immagine tratta dalla grammatica scolastica: "Méthode et exercices de langues française" del 1947.
Si tratta di una illustrazione bicolore di estrema eleganza e semplicità, avente come tema la raccolta delle castagne.



L'autore, Raylambert, il cui vero vero nome era Raymond Gabriel Lambert (1889-1967), fu un pittore ed illustratore francese, molto attivo nell'editoria per l'infanzia, tanto da esser stato soprannominato "Prince des illustrateurs".

4 apr 2011

CASTAGNE NELLA COSMESI

Evitando di parlare dell’olio di Castagna del Brasile, un prodotto straordinariamente prezioso per protegge efficacemente la pelle dalla secchezza, potremmo sfruttare le castagne domestiche anche per usi cosmetici.

Già anticamente le bucce venivano utilizzate per dare lucentezza ai capelli castani; il frutto è invece utile per il sistema venoso e per la prevenzione di varici ed emorroidi, mentre l’albero è ricco di svariate proprietà apprezzate nel campo della fitoterapia e della cosmesi.



Le vitamine, i sali minerali e gli antiossidanti fanno sì che molti prodotti per i capelli siano a base di castagne o di foglie di castagno.

Ecco qualche idea per delle preparazioni casalinghe.
- Per le mani, si fa bollire qualche castagna per poi passarla al frullatore aggiungendovi un cucchiaio di miele. Poi si spalma sulle mani screpolate per circa 10 minuti, lavandosi poi le mani.
- Per chi ha i capelli senza vita: applicare le bucce delle castagne cotte sui capelli dopo lo shampoo rende la chioma più luminosa. Dopo 30 minuti sciacquare con acqua tiepida.
- Per chi ha i capelli castani: applicare la polpa cotta e schiacciata delle castagne sul cuoio capelluto schiarisce naturalmente i capelli e dona dei riflessi dorati. Tenere in posa 20 minuti e poi sciacquare con acqua tiepida.
- Sempre per i capelli castani: aggiungere all’ultimo risciacquo l’acqua in cui siano state lessate le castagne rinforza i capelli, intensifica il colore e regala dei riflessi molto caldi.
- Per chi ha i capelli grassi: aggiungere all’ultimo risciacquo l’acqua in cui siano state lessate le castagne aiuta a regolare la secrezione di sebo e ad alleggerire i capelli.

Una azienda dell’Alto Adige ha creato una linea cosmetica per il viso agli estratti di castagna: però mi pare di capire che si tratti di un estratto del frutto dell'ippocastano, la così chiamata "castagna d'India".
Trovate comunque ulteriori spiegazioni sul sito della Regione Autonoma Altoadige-Suedtirol clikkando QUI.

1 apr 2011

UNA RICETTA CON I MARRONI VECCHIA DI 150 ANNI



Per il contest di Ramona "150 anni in tavola" sul suo blog FARINA LIEVITO & FANTASIA ho trovato una vecchia ricetta tipica del paese di Marradi, nell'Appennino Tosco-Romagnolo, fatta con i marroni locali: i tortellini fritti.
E' una vecchia ricetta citata "a memoria" dalla sig.ra Billi; ma ogni famiglia di Marradi ha la propria.
Risultano migliori se i marroni locali sono pelati previa arrostitura: comunque anche pelandoli con acqua bollente vengono bene.

L'importante è che i tortelli non risultino troppo dolci al palato: vengono da un'epoca in cui lo zucchero era un alimento costoso.
Personalmente li amo quando sono ancora caldi.

INGREDIENTI
- Passato per il ripieno
500 gr. di passato di marroni
una bustina di vanillina
1 cucchiaio di rum
2 cucchiai di liquore alchermes
2 cucchiai di zucchero a velo
sale
la buccia grattugiata di un mezzo limone

- Sfoglia
500 gr. di farina
20 gr. di burro
mezzo bicchiere d'acqua
mezzo bicchiere di latte
zucchero a velo
olio da frittura




RICETTA
- Preparazione del passato
Mettete a bollire i marroni di Marradi già pelati in acqua salata per circa un'ora.
Devono essere ben cotti così da risultare morbidi.
Lasciateli raffreddare, scolateli e passateli con un passa-tutto: rimestate la purea in modo da ottenere un composto omogeneo.
A questo punto unite al passato lo zucchero, la vanillina, la buccia di limone, il rum, l'Alchermes ed un pizzico di sale.
Fate attenzione affinchè il composto si presenti compatto: al limite diminuite un po' le dosi dei due liquori.

- Sfoglia
Setacciate la farina sulla spianatoia, fino a formare la classica fontana: facendo attenzione che l'acqua ed il latte siano abbastanza caldi da sciogliere il burro, incorporateli alla farina con la punta delle dita, partendo dai bordi della fontana. Lavorate con le mani il composto per 10 minuti, amalgamando bene gli ingredienti e avendo cura di cospargere di tanto in tanto la spianatoia con un poco di farina. Continuate in questo modo fino a ottenere un impasto sodo e omogeneo, formando poi una palla.
Lasciatela riposare in una ciotola per qualche minuto.

Quindi impastate a lungo su un piano di legno, oppure con una impastatrice fino ad avere una sfoglia elastica.
Con il mattarello allargatela fino a formare un disco di spessore omogeneo: la tradizione parla di 0,5 cm.
Si lascia riposare per 10 minuti coperta da un canovaccio.

Va poi tagliata, aiutandovi con una rotella, in quadrati di circa 6 cm.
E' importante evitare di infarinare la sfoglia al termine della sua preparazione, altrimenti non si attacca quando viene ripiegata per racchiudere il ripieno.

Ponete al centro di ogni quadratino di pasta un po’ del ripieno prima preparato, poi piegate la pasta a triangolo facendo aderire bene gli orli.
Friggeteli in abbondante olio bollente e cospargeteli di zucchero a velo.

Con questa ricetta, partecipo al contest:

Che potete trovare clikkando QUI