04 mag 2016

Incontro su "Esposizione a pesticidi e rischi per la salute umana" Venerdì 13 Maggio 2016 presso l’Università della Tuscia.



Pesticidi e salute Patrizia Gentilini a Viterbo

Nel XVI secolo inizia la Storia travagliata dell’ambiente dei Monti Cimini con l’abbassamento del livello naturale delle acque del Lago di Vico per ricavare terreno coltivabile..

Fu un provvedimento positivo?

È lo stesso interrogativo che sorge oggi nel Fucino e in tutte le aree artificialmente prosciugate dall’uomo.

In una mia visita a Celano, dopo Avezzano il centro più importante del Fucino, domandai ad una anziana signora se si discutesse nella loro comunità se il prosciugamento del loro lago fosse stato un fatto positivo o no.

Lei mi rispose: “Sarebbe stato meglio lasciare il lago ma con i prodotti agricoli della piana ci siamo salvati dalla fame”.

Diciamo che anche l’abbassamento del livello delle acque del Lago di Vico può essere considerato positivamente nell’ottica di quei tempi.

Come può essere positivamente visto oggi un ripristino delle condizioni originarie e naturali o almeno la difesa dei brandelli di natura sopravvissuti a mezzo secolo di devastazioni.

Perché l’opera di intervento dell’uomo sulla natura prese le mosse da ragioni di sopravvivenza dell’uomo ma ora è l’uomo che mette in pericolo la sopravvivenza della natura e quindi dell’uomo stesso.

L’umanità ha imboccato da tempo la strada di distruzione della natura senza freni.

Non riesce più a darsi un attimo di respiro e a ragionare sul destino di sé medesimo.

In questo quadro si colloca una vicenda drammatica riguardante anche tutte le zone agricole e anche i Monti Cimini.

Intorno al 1970, quando ormai il problema della fame era superato, l’ambientalismo fa capolino anche nella Tuscia con un timido progetto di Parco Naturale dei Monti Cimini.

Esso muore sul nascere appunto perché si ritiene che la Valle del Lago di Vico sia ancora necessaria per l’agricoltura.

Purtroppo l’assenza di una adeguata programmazione fondiaria generale causa il conflitto tra due interessi entrambe giusti: il reddito delle famiglie agricole che fanno agricoltura nella valle e l’interesse della comunità a salvaguardare l’ambiente e quindi la vita.

Questo contrasto è vivo ancora oggi e si è esteso a tutta l’area dei Monti Cimini e oltre.

Il fulcro di tutta la contraddizione, dello scontro tra interessi dei produttori e della vita loro e di tutti, è oggi l’uso dei pesticidi.

Esso si è acutizzato con l’attacco di insetti fitofagi sia verso il nocciolo sia verso il castagno.

Attacco indotto dallo stesso uomo che quando lui stesso altera l’equilibrio naturale non attende il decorso della natura che sa da sola ricreare l’equilibrio disturbato ma si incammina in strane pratiche con le quali distrugge l’agricoltura e i suoi redditi ma soprattutto insidia la sua salute e provoca la morte a sé medesimo.

E alla collettività.

Tutti sano come sono ora le cose ma esiste una specie di velata omertà per paura che la realtà, se affrontata apertamente, possa rompere l’incantesimo di una agricoltura che una volta era sana, ricca e bella e che invece oggi è dannosa, meno ricca e molto brutta.

Siamo al solito problema dei redditi familiari degli agricoltori ma lo Stato non ha a cuore questo tema.

Nasce così il contrasto tra desiderio di verità ed esigenze economiche che vorrebbero la velata omertà su un tema importante per la salute delle nostre comunità, non solo di quelle dei Monti Cimini ma di tutta la Tuscia perché i pesticidi oggi sono quotidianamente utilizzati in tutta la nostra agricoltura che è la prima della Regione Lazio.

La verità emerge drammatica quando con nettezza Tommaso Gionfra, oncologo di Vignanello operante da una vita presso l’Istituto Tumori “Regina Elena” di Roma, denuncia pubblicamente il fatto che esiste una correlazione tra aumento di morti per tumore nella nostra zona e aumento della utilizzazione di pesticidi.

Non solo morte ma malattie gravissime e malformazioni molto gravi.

Il dibattito sul tema è vivo e da quando Tommaso Gionfra ha posto la questione abbiamo pensato di definire ancor più rigorosamente la questione con un incontro di studio, scientifico, di riflessione oggettiva, con una delle massime studiose della tematica ovvero Patrizia Gentilini, oncologa ed ematologa.

L’incontro non poteva svolgersi se non in ambito universitario visto che l’Università degli Studi della Tuscia ha conquistato una posizione di notevole prestigio per l’alta qualità dei suoi studi anche in campo agricolo e ambientale.

L’incontro sarà pubblico e si terrà Venerdì 13 Maggio 2016 alle ore 16 presso l’Aula magna del Dipartimento di Scienze Ecologiche e Biologiche.

Porteranno il loro saluto: il rettore Alessandro Ruggeri, il direttore del Dipartimento di Scienze Ecologiche e Biologiche Giuseppe Nascetti, Bengasi Battisti Sindaco di Corchiano e Presidente della “Associazione Nazionale dei Comuni Virtuosi” .


Il coordinatore del “Comitato Pesticidi Zero Monti Cimini”
Angelo Bini





Pubblico incontro di studio con Patrizia Gentilini  Oncologa Ematologa 
Componente del Comitato Scientifico ISDE Italia la quale interverrà sul tema:

Esposizione a pesticidi e rischi per la salute umana

E con Vincenzo Ridolfi
Coltivatore di nocciole interverrà su un’esperienza reale:
Patto di Comunità per una produzione agricola di qualità
che tutela salute e ambiente

Porteranno il loro saluto:
Alessandro Ruggeri - Magnifico Rettore Università degli Studi della Tuscia
Giuseppe Nascetti - Direttore del Dipartimento di Scienze Ecologiche e Biologiche