AUGURI A TUTTI GLI INNAMORATI
イタリア栗 , italian chestnuts , châtaignes et marrons italiens , castañas italianas , الايطالية الكستناء
14 feb 2014
10 feb 2014
6 feb 2014
FARINA DI CASTAGNE CON IL MULINO AD ACQUA
...esatto; in Toscana c'è ancora un mulino che lavora senza l'energia elettrica, ma come cento anni fa, anzi mille anni fa, utilizza la forza dell'acqua per molinare a freddo le castagne secche.
Si tratta del mulino Margheri di Madonna dei Tre Fiumi, frazione di Ronta nel comune di Borgo San Lorenzo.
L’iscrizione che ancora campeggia sulla sua facciata lo fa risalire addirittura all’845.
Milleesessantanove anni fa.
Per secoli e secoli i mugnai che si sono succeduti hanno scrutato il cielo nella speranza che le piogge facessero girare le pale alimentate dal torrente Razzuolo.
Ancora oggi il mugnaio provvede a tutto quello che serve per far funzionare il mulino: con infinita pazienza e perizia scalpellina provvede alle macine mantenendole sempre in piena efficienza, provvendoad intagliare il legno per ottenere gli alberi di trasmissione nonchè le grandi pale del retrecine.
Un lavoro legato alle stagioni e alla disponibilità di acqua: a novembre si inizia la molitura delle castagne con una resa in termini qualitativi organolettici fuori dall'ordinario in quanto le caratteristiche del prodotto non vengono alterate, perché la farina non viene surriscaldata.
| Il mugnaio con degli amici |
Si tratta del mulino Margheri di Madonna dei Tre Fiumi, frazione di Ronta nel comune di Borgo San Lorenzo.
L’iscrizione che ancora campeggia sulla sua facciata lo fa risalire addirittura all’845.
Milleesessantanove anni fa.
Per secoli e secoli i mugnai che si sono succeduti hanno scrutato il cielo nella speranza che le piogge facessero girare le pale alimentate dal torrente Razzuolo.
Ancora oggi il mugnaio provvede a tutto quello che serve per far funzionare il mulino: con infinita pazienza e perizia scalpellina provvede alle macine mantenendole sempre in piena efficienza, provvendoad intagliare il legno per ottenere gli alberi di trasmissione nonchè le grandi pale del retrecine.
Un lavoro legato alle stagioni e alla disponibilità di acqua: a novembre si inizia la molitura delle castagne con una resa in termini qualitativi organolettici fuori dall'ordinario in quanto le caratteristiche del prodotto non vengono alterate, perché la farina non viene surriscaldata.
5 feb 2014
PIANTE AUTORADICATE DI "MARRON BUONO di MARRADI"
Abbiamo ricevuto dal Centro Europeo sul Castagno delle informazioni molto interssanti circa la Coltura in vitro del “Marron Buono di Marradi”, ottenuto dal Dott. Giuseppe Zuccherelli di Cesena.
L’immagine si commenta da sola!
In tempi brevi l’amico Zuccherelli riuscirà a disporre di piante autoradicate in vitro del nostro “Marron Buono”.
Lo stesso Dott. Zuccherelli sta anche operandosi per ottenere piante di Castagno micorrizzate con il Porcino.
4 feb 2014
DOLCE AMOR DI CASTAGNA
Ecco la nuova ricetta per una torta a base di mais e castagne tratta dal bellissimo blog giallozafferano.it/profumodidolci .
Ingredienti (per uno stampo da 20 cm. o uno da plumcake non troppo grande):
175 gr. di zucchero
150 gr. di burro morbido
2 uova
2 tuorli
75 gr. di farina di castagne
65 gr. di farina 00
65 gr. di farina di mais
1 pizzico di sale
Ingredienti (per uno stampo da 20 cm. o uno da plumcake non troppo grande):
175 gr. di zucchero
150 gr. di burro morbido
2 uova
2 tuorli
75 gr. di farina di castagne
65 gr. di farina 00
65 gr. di farina di mais
1 pizzico di sale
Per la ricetta completa, basta CLIKKARE QUI: profumodidolci .
18 gen 2014
PRIMI RISULTATI DELLA LOTTA AL CINIPIDE DEL CASTAGNO
Confermo da Cuneo, che è stata purtroppo la porta di ingresso del cinipide in Europa, che l’azione del limitatore naturale è efficace e risolutiva.
Già nel 2013 nelle vallate di primo insediamento (Valli Vermenagna, Colla, Pesio e Gesso) il cinipide è apparso a rischio estinzione. Credo che nel prossimo biennio l’intero Piemonte sarà cinipide-free.
Ricordo quando avevamo contattato i colleghi in Usa e Giappone per avere delle galle parassitizzate da Torymus. Dall’America erano stati categorici: non si trovano più galle a pagarle!
Ho motivo di ritenere che nei prossimi anni il problema sarà progressivamente risolto in tutta Italia.
A questo punto possiamo anzi dobbiamo iniziare a pensare al “dopo”. Non è una battuta. Teniamo infatti presente che i problemi della castanicoltura sussistevano già tutti prima dell’infestazione del cinipide.
Quindi cerchiamo di utilizzare i prossimi anni di presumibile euforia per costruire serie basi per la piena rinascita della castanicoltura.
Ce lo chiedono l’economia delle valli, ma anche il paesaggio, i valori legati alla tradizione…
Cordialità.
Dott. Silvio Pellegrino
direttore del CRESO Ricerca di Cuneo
Già nel 2013 nelle vallate di primo insediamento (Valli Vermenagna, Colla, Pesio e Gesso) il cinipide è apparso a rischio estinzione. Credo che nel prossimo biennio l’intero Piemonte sarà cinipide-free.
Ricordo quando avevamo contattato i colleghi in Usa e Giappone per avere delle galle parassitizzate da Torymus. Dall’America erano stati categorici: non si trovano più galle a pagarle!
Ho motivo di ritenere che nei prossimi anni il problema sarà progressivamente risolto in tutta Italia.
A questo punto possiamo anzi dobbiamo iniziare a pensare al “dopo”. Non è una battuta. Teniamo infatti presente che i problemi della castanicoltura sussistevano già tutti prima dell’infestazione del cinipide.
Quindi cerchiamo di utilizzare i prossimi anni di presumibile euforia per costruire serie basi per la piena rinascita della castanicoltura.
Ce lo chiedono l’economia delle valli, ma anche il paesaggio, i valori legati alla tradizione…
Cordialità.
Dott. Silvio Pellegrino
direttore del CRESO Ricerca di Cuneo
14 gen 2014
LA LOMBARDIA ED I SUOI CASTAGNETI
la Lombardia non è da tempo la regione che produceva nel 1950 circa 165mila quintali di castagne.
Già negli anni '90 del secolo scorso si era scesi a circa 9.000 quintali.
Sono cambiati i tempi ed è vero, ma i circa 82.000 ettari a prevalenza di castagno rappresentano una risorsa culturale, paesaggistica ed economica che può e deve essere valorizzata.
Nei numerosi incontri che teniamo con i castanicoltori ribadiamo con forza che il Cinipide è un problema contingente: ha avuto un inizio e avrà una fine.
L'attenzione sul castagno, che la sua presenza ha determinato, non dovrà spegnersi quando il problema sarà superato (già nel 2012 a Robilante (CN) non si vedevano galle in bosco e dallo scorso anno anche in Lombardia abbiamo diverse realtà a buon punto).
Che fare per il dopo?
La realtà della castanicoltura lombarda è legata non già a produttori professionisti, ma a proprietari di selve e di piante spesso monumentali, che presentano un'oggettiva difficoltà ad essere recuperate e mantenute.
Sorprendentemente in questi ultimi anni, di pur sempre magre soddisfazioni, sono nate alcune associazioni e consorzi che dovrebbero essere riconosciute anche da sostegni finanziari necessari perché tali comunità possano crescere ed affermarsi.
Credo non sia solo un problema lombardo, ma il finanziamento delle associazioni dovrebbe essere previsto allo stesso modo di quello riferito alle produzioni professionali.
Se queste ultime sono finalizzate al reddito, non sono meno importanti quei soggetti che, grazie alla loro opera, mantengono vive le selve, i boschi, i paesaggi e le tradizioni che le accompagnano.
Il valore culturale non dovrebbe così essere meno importante di quello economico nella salvaguardia del "nostro" Castagno.
Con i miei migliori saluti
Marco Boriani
*******************************
Dott. Agr. Marco Boriani
Servizio fitosanitario regionale
Piazza Città di Lombardia 1
20124 MILANO
Già negli anni '90 del secolo scorso si era scesi a circa 9.000 quintali.
Sono cambiati i tempi ed è vero, ma i circa 82.000 ettari a prevalenza di castagno rappresentano una risorsa culturale, paesaggistica ed economica che può e deve essere valorizzata.
Nei numerosi incontri che teniamo con i castanicoltori ribadiamo con forza che il Cinipide è un problema contingente: ha avuto un inizio e avrà una fine.
L'attenzione sul castagno, che la sua presenza ha determinato, non dovrà spegnersi quando il problema sarà superato (già nel 2012 a Robilante (CN) non si vedevano galle in bosco e dallo scorso anno anche in Lombardia abbiamo diverse realtà a buon punto).
Che fare per il dopo?
La realtà della castanicoltura lombarda è legata non già a produttori professionisti, ma a proprietari di selve e di piante spesso monumentali, che presentano un'oggettiva difficoltà ad essere recuperate e mantenute.
Sorprendentemente in questi ultimi anni, di pur sempre magre soddisfazioni, sono nate alcune associazioni e consorzi che dovrebbero essere riconosciute anche da sostegni finanziari necessari perché tali comunità possano crescere ed affermarsi.
Credo non sia solo un problema lombardo, ma il finanziamento delle associazioni dovrebbe essere previsto allo stesso modo di quello riferito alle produzioni professionali.
Se queste ultime sono finalizzate al reddito, non sono meno importanti quei soggetti che, grazie alla loro opera, mantengono vive le selve, i boschi, i paesaggi e le tradizioni che le accompagnano.
Il valore culturale non dovrebbe così essere meno importante di quello economico nella salvaguardia del "nostro" Castagno.
Con i miei migliori saluti
Marco Boriani
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Dott. Agr. Marco Boriani
Servizio fitosanitario regionale
Piazza Città di Lombardia 1
20124 MILANO
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