04 mag 2012

ANNA FRANK ED IL CASTAGNO

"Il nostro castagno è in piena fioritura dai rami più bassi alla cima, è carico di foglie e molto più bello dell’anno scorso.”
Così scrive nel suo diario Anna, nel maggio del 1944. Una ragazzina che per più di due anni è rimasta nascosta in un piccolo alloggio segreto, trascorrendo le giornate in silenzio e senza muoversi, senza poter mai uscire.
Non riesco neppure ad immaginare quanto, una persona di quell'età, debba aver desiderato essere libera. Come sappiamo, finirà anche lei nel mattatoio di Berghen.

Anna aveva come panorama dell'unica finestra proprio il castagno.



Purtroppo la pianta si è ammalata di cancro corticale: sono stai fatti numerosissimi tentativi per preservarla, fino ad un paio di anni fa quando è crollata sotto violente raffiche di vento che avevano colpito Amsterdam.
L' albero è morto.
Ma il simbolo della lotta all'oppressione, alla bestialità che sale al potere e permea una intera società, quello sopravvive.

 "Quasi ogni mattina vado nella soffitta per soffiare via dai miei polmoni quest’aria stantia. Dal mio posto preferito guardo su verso il cielo blu e l’albero di castagno spoglio, sui cui rami brillano piccole gocce di pioggia, che sembrano d’argento...".