I castanicoltori possono tornare finalmente ad accendere i metati per l’essiccazione dei frutti dell’italico albero del pane simbolo di una produzione che ha garantito la sopravvivenza a molte generazioni in passato e che continua ad offrire, ancora oggi, prodotti di eccellenza unici nel panorama mondiale come il castagnaccio, la marocca di Casola, la pattona di Comano così come molti piatti della tradizione, dalle caldarroste al castagnaccio che possono essere apprezzati durante l’autunno in sagre e feste di paese. “L’introduzione dell’antagonista naturale del cinipide galligeno, il torymus sinensi, sta dando già ottimi risultati. – spiega Tulio Marcelli, Presidente Coldiretti Toscana – I primi riscontri sono incoraggianti. E’ un’annata inaspettata che rimette in moto un’economia molto importante che produce un’integrazione al reddito decisiva per la stabilità delle aziende agricole. La castanicoltura ha permesso a molte generazioni di sopravvivere in passato e lo sta facendo ancora tutto oggi”.
Dalla Lunigiana alla Garfagnana passando per l’Amiata e il Mugello, regno del grande marrone Igp, e Caprese Michelangelo, nell’aretino, a fare paura quest’anno più che il cinipide di cui gli agricoltori conoscono praticamente tutto, il nuovo nemico-spauracchio si chiama Gnomo Gnosis ed è un fungo che rende il frutto nero di muffa ed immangiabile. Gli “attacchi” sono per ora – rassicura Coldiretti - limitati e circoscritti. La ridotta produzione locale aveva provocato lo scorso anno una massiccia importazione di prodotti dall’estero in particolare da Spagna, Portogallo, Turchia, Slovenia e Romania.
L’aumento del prodotto, in tutta la Toscana, contribuirà ad rallentare le importazioni anche se Coldiretti invita i consumatori a prestare attenzione alla qualità e suggerisce di ricorrere a un più genuino fai da te casalingo per garantirsi un prodotto fresco, sicuro e a costi accessibili. Meglio allora frequentare le sagre in programma in queste settimane in tutta Toscana dove è possibile fare buoni acquisti di alta qualità oppure rivolgersi alleimprese agricole e riscoprire il gusto di partecipare nei boschi alla raccolta delle castagne.
Nonostante che la castanicoltura Toscana sia a maggioranza “part time”, la pochezza di produzione ha effetti sull’abbandono dei castagneti da parte dei castanicoltori, con conseguenze disastrose per il mantenimento del territorio, l’integrazione al reddito e alla continuità della sua presenza nei territori marginali e montani. Per queste motivazioni, ricorda Coldiretti, è necessario che le Istituzioni mettano in campo azioni determinanti per il rilancio del settore, tra cui sicuramente più controllisull’origine delle castagne messe in vendita per evitare che diventino tutte, incredibilmente, castagne italiane.
La Coldiretti Regionale riafferma quindi l’eccellente qualità e indica un aumento della produzione rispetto all’anno scorso di almeno il 50%, che ha portato la produzione a ritrovare i fasti di alcuni anni fa ai 16.000 ettari di castagneti regionali.
«Occhio però a cosa comprate », è il consiglio della Coldiretti che sarà bene seguire.
イタリア栗 , italian chestnuts , châtaignes et marrons italiens , castañas italianas , الايطالية الكستناء
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12 mag 2016
11 nov 2014
12 lug 2013
IGP DOP PER CASTAGNE e MARRONI: MA SERVONO VERAMENTE ?
L'Italia è il paese europeo con il più alto numero di riconoscimenti d'origine da parte della Comunità Europea (DOP, IGP, STG e IG).
Il dato potrebbe essere letto in modi diversi: abbiamo certamente una grande varietà di alimenti locali o regionali, ma abbiamo anche un gran numero di uffici pubblici in grado di esperire i procedimenti burocratici necessari all'ottenimento di questi riconoscimenti.
Per le castagne esistono quattro DOP/IGP: otto per i marroni.
Dodici Riconoscimenti in totale: molti.
Spesso mi pongono la domanda: "servono?" La risposta è ovviamente "si".
Però la vera questione è: "sono efficaci?"
E qui il problema si complica.
Dop/Igp sono strumenti di tutela dalle imitazioni e non di marketing: però, affinchè abbiano un valore non solo simbolico o peggio di identità politica, devono avere risvolti positivi sull'economia del territorio su cui insistono.
Come ?
I Regolamenti CE prescrivono:
Si intende per «denominazione d'origine», il nome di una regione, di un luogo determinato o, in casi eccezionali, di un paese che serve a designare un prodotto agricolo o alimentare originario di tale regione, di tale luogo determinato o di tale paese, la cui qualità o le cui caratteristiche sono dovute essenzialmente o esclusivamente ad un particolare ambiente geografico, inclusi i fattori naturali e umani, e la cui produzione, trasformazione e elaborazione avvengono nella zona geografica delimitata.
Io però, per far funzionare realmente un riconoscimento d'origine, aggiungerei che sono necessarie tre condizioni:
Ho letto recentemente uno studio di Denis Pantini, coordinatore dell'area agricoltura ed industria alimentare di Nomisma, relativo ai riconoscimenti d'origine, in cui si cercava di fare una analisi dei punti di forza e debolezza.
Ecco l'elenco delle 12 denominazioni con il numero del regolamento CEE e la data di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Comunità Europea. (GUCE/GUUE)
Castagna Cuneo I.G.P.
Reg. CE n. 1050 del 12.09.07 GUCE L. 240 del 13.09.07
Piemonte Cuneo
Castagna del Monte Amiata I.G.P.
Reg. CE n. 1904 del 07.09.00 Reg. UE n. 1108 del 30.11.10 GUCE L. 228 del 08.09.00 GUUE L. 315 del 01.12.10
Toscana, Grosseto e Siena
Castagna di Montella I.G.P.
Reg. CE n. 1107 del 12.06.96 GUCE L. 148 del 21.06.96
Campania Avellino
Castagna di Vallerano D.O.P.
Reg. CE n. 286 del 07.04.09 GUCE L. 94 del 08.04.09
Lazio Viterbo
Marrone del Mugello I.G.P.
Reg. CE n. 1263 del 01.07.96 GUCE L. 163 del 02.07.96
Toscana Firenze
Marrone della Valle di Susa I.G.P.
Reg. UE n. 987 del 03.11.10 GUUE L. 286 del 04.11.10
Piemonte Torino
Marrone di Caprese Michelangelo D.O.P.
Reg. UE n. 1237 dell'11.12.09 GUUE L. 332 del 17.12.09
Toscana Arezzo
Marrone di Castel del Rio I.G.P.
Reg. CE n. 1263 del 01.07.96 GUCE L. 163 del 02.07.96
Emilia-Romagna Bologna
Marrone di Combai I.G.P.
Reg. CE n. 1180 del 30.11.09 GUCE L. 317 del 03.12.09
Veneto Treviso
Marrone di Roccadaspide I.G.P.
Reg. CE n. 284 del 27.03.08 GUCE L. 86 del 28.03.08
Campania Salerno
Marrone di San Zeno D.O.P.
Reg. CE n. 1979 dell'11.11.03 GUCE L. 294 del 12.11.03
Veneto Verona
Marroni del Monfenera I.G.P.
Reg. CE n. 1132 del 24.11.09 GUCE L. 310 del 25.11.09
Veneto Treviso
Il dato potrebbe essere letto in modi diversi: abbiamo certamente una grande varietà di alimenti locali o regionali, ma abbiamo anche un gran numero di uffici pubblici in grado di esperire i procedimenti burocratici necessari all'ottenimento di questi riconoscimenti.
Per le castagne esistono quattro DOP/IGP: otto per i marroni.
Dodici Riconoscimenti in totale: molti.
Spesso mi pongono la domanda: "servono?" La risposta è ovviamente "si".
Però la vera questione è: "sono efficaci?"
E qui il problema si complica.
Dop/Igp sono strumenti di tutela dalle imitazioni e non di marketing: però, affinchè abbiano un valore non solo simbolico o peggio di identità politica, devono avere risvolti positivi sull'economia del territorio su cui insistono.
Come ?
I Regolamenti CE prescrivono:
Si intende per «denominazione d'origine», il nome di una regione, di un luogo determinato o, in casi eccezionali, di un paese che serve a designare un prodotto agricolo o alimentare originario di tale regione, di tale luogo determinato o di tale paese, la cui qualità o le cui caratteristiche sono dovute essenzialmente o esclusivamente ad un particolare ambiente geografico, inclusi i fattori naturali e umani, e la cui produzione, trasformazione e elaborazione avvengono nella zona geografica delimitata.
Io però, per far funzionare realmente un riconoscimento d'origine, aggiungerei che sono necessarie tre condizioni:
- Peculiarità organolettiche che rendano facile l'identificabilità da parte del consumatore
- Areale ben delimitato in cui il prodotto assume tali particolari caratteristiche
- Quantità produttiva sufficiente su cui poter ammortizzare i costi di certificazione, costi di adesione al Consorzio di Tutela, etc.
Ho letto recentemente uno studio di Denis Pantini, coordinatore dell'area agricoltura ed industria alimentare di Nomisma, relativo ai riconoscimenti d'origine, in cui si cercava di fare una analisi dei punti di forza e debolezza.
- Come già detto le Dop/Igp sono strumenti di tutela e non di marketing. Di conseguenza la tutela sarà maggiormente efficace per i prodotti il cui mercato si estende oltre all'areale tradizionale di produzione, ove il prodotto è già ben conosciuto.
- Il riconoscimento accresce le potenzialità all'estero: sono però da escludere automatismi di apprezzamento o, peggio, capacità taumaturgiche nell'approccio al mercato estero. Nella penetrazione su questi mercati si possono utilizzare anche le peculiarità espresse dalla DOP/IGP, ma è illusorio immaginare che possano essere disgiunte da politiche di marketing elaborate da attori aventi capacità organizzativa e commerciale.
- Il marchio Dop/Igp è un punto di partenza e non di arrivo: il consumatore non è disposto a pagare di più un prodotto solo per una denominazione, se non lo conosce. E' imprescindibile che il riconoscimento comunitario venga supportato da una politica commerciale e promozionale del prodotto stesso.
- Le Dop/Igp hanno un costo e una rigidità burocratica: il costo di adesione al Consorzio di Tutela, i costi di produzione necessari al rispetto del disciplinare, i costi di certificazione, ecc. Spesso problemi sottovalutati dagli entusiastici assertori dei riconoscimenti.
- adesione e condivisione la più ampia possibile nel processo di formazione del disciplinare della Dop/Igp,
- consapevolezza sulla necessità di investimenti promozionali e di comunicazione
- lo sfruttamento di tutte le sinergie e relazioni commerciali con il sistema economico locale: industria, turismo, commercio, artigianato
- rivalutazione sulle reali potenzialità e peculiarità dei Riconoscimenti d'origine già in essere, al fine di una razionalizzazione che possa rendere economicamente sostenibile una efficace operatività dei Consorzi di Tutela.
Ecco l'elenco delle 12 denominazioni con il numero del regolamento CEE e la data di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Comunità Europea. (GUCE/GUUE)
Castagna Cuneo I.G.P.
Reg. CE n. 1050 del 12.09.07 GUCE L. 240 del 13.09.07
Piemonte Cuneo
Castagna del Monte Amiata I.G.P.
Reg. CE n. 1904 del 07.09.00 Reg. UE n. 1108 del 30.11.10 GUCE L. 228 del 08.09.00 GUUE L. 315 del 01.12.10
Toscana, Grosseto e Siena
Castagna di Montella I.G.P.
Reg. CE n. 1107 del 12.06.96 GUCE L. 148 del 21.06.96
Campania Avellino
Castagna di Vallerano D.O.P.
Reg. CE n. 286 del 07.04.09 GUCE L. 94 del 08.04.09
Lazio Viterbo
Marrone del Mugello I.G.P.
Reg. CE n. 1263 del 01.07.96 GUCE L. 163 del 02.07.96
Toscana Firenze
Marrone della Valle di Susa I.G.P.
Reg. UE n. 987 del 03.11.10 GUUE L. 286 del 04.11.10
Piemonte Torino
Marrone di Caprese Michelangelo D.O.P.
Reg. UE n. 1237 dell'11.12.09 GUUE L. 332 del 17.12.09
Toscana Arezzo
Marrone di Castel del Rio I.G.P.
Reg. CE n. 1263 del 01.07.96 GUCE L. 163 del 02.07.96
Emilia-Romagna Bologna
Marrone di Combai I.G.P.
Reg. CE n. 1180 del 30.11.09 GUCE L. 317 del 03.12.09
Veneto Treviso
Marrone di Roccadaspide I.G.P.
Reg. CE n. 284 del 27.03.08 GUCE L. 86 del 28.03.08
Campania Salerno
Marrone di San Zeno D.O.P.
Reg. CE n. 1979 dell'11.11.03 GUCE L. 294 del 12.11.03
Veneto Verona
Marroni del Monfenera I.G.P.
Reg. CE n. 1132 del 24.11.09 GUCE L. 310 del 25.11.09
Veneto Treviso
14 nov 2012
19 set 2011
MARRONS GLACES con MARRONE DEL MUGELLO I.G.P.
Con il Marrone del Mugello IGP si possono fare anche i marrons glacès: ovviamente, stante le particolari qualità organolettiche del prodotto di base, si otterranno delle squisitezze adatte agli amatori di questo raffinato ed antico dolce.
Quest'anno, sono uscite quattro confezioni che utilizzano il Marrone del Mugello IGP.
Scatola da 255 gr.
Scatola da 180 gr.
Ballotin con i marroni avvolti ad uno ad uno, da 120 gr.
Astuccio con i pezzi di marrone, da 250 gr.
La disponibilità è limitata: si troveranno in vendita dal 1° di ottobre.
Quest'anno, sono uscite quattro confezioni che utilizzano il Marrone del Mugello IGP.
Scatola da 255 gr.
Ballotin con i marroni avvolti ad uno ad uno, da 120 gr.
Astuccio con i pezzi di marrone, da 250 gr.La disponibilità è limitata: si troveranno in vendita dal 1° di ottobre.
8 set 2011
I PRODOTTI DEL MUGELLO: BUONI SANI VICINI
Grazie alla Comunità Montana del Mugello, è nato un progetto per valorizzare le produzioni alimentari tipiche di questa micro-regione della Toscana.
E' stato battezzato:
I prodotti del Mugello: Buoni, sani e vicini
Tutto si basa su semplici considerazioni:
Non c’è nulla di più buono dell’assaggio di un prodotto appena raccolto dall’orto o dal campo.
Non c’è nulla di più rassicurante del conoscere la provenienza di un alimento.
Non c’è nulla di più ecologico che acquistare cibi di provenienza locale.
E' nata una guida ed una serie di video che vogliono essere un aiuto al consumatore per una migliore conoscenza delle qualità del prodotto mugellano e di chi lo produce.
Da sempre fattoria di Firenze, il Mugello produce latte, carne, olio, vino, miele, cereali, patate senza dimenticare il marrone del Mugello IGP.
Ovviamente la gastronomia e le aziende locali utilizzano i prodotti del territorio realizzando piatti semplici ma gustosi.
E' stato battezzato:
I prodotti del Mugello: Buoni, sani e vicini
Tutto si basa su semplici considerazioni:
Non c’è nulla di più buono dell’assaggio di un prodotto appena raccolto dall’orto o dal campo.
Non c’è nulla di più rassicurante del conoscere la provenienza di un alimento.
Non c’è nulla di più ecologico che acquistare cibi di provenienza locale.
E' nata una guida ed una serie di video che vogliono essere un aiuto al consumatore per una migliore conoscenza delle qualità del prodotto mugellano e di chi lo produce.
Da sempre fattoria di Firenze, il Mugello produce latte, carne, olio, vino, miele, cereali, patate senza dimenticare il marrone del Mugello IGP.
Ovviamente la gastronomia e le aziende locali utilizzano i prodotti del territorio realizzando piatti semplici ma gustosi.
1 set 2011
MARRONE del MUGELLO IGP: PUBBLICITA PRESSO LE PASTICCERIE
La ditta Giuso di Acqui Terme, inizierà fra breve una campagna di promozione sul Marrons glacès Giuso ottenuto con "Marrone del Mugello IGP" .

E' una bella iniziativa che ha l'intenzione di promuovere un prodotto ottenuto da un marrone alquanto speciale per caratteristice organolettiche e di limitata produzione, come quello che viene coltivato da secoli nel Mugello.

Ricordo che l'IGP (Indicazione Geografica Protetta) è un riconoscimento dato dalla Comunità Europea che indica che una determinata area ha delle caratteristiche peculiari che rendono il prodotto della zona unico e non riproducibile al di fuori di essa.
Il Marrone del Mugello IGP viene coltivato in un'area geografica ben determinata seguendo delle precise regole stabilite nel disciplinare di produzione.
Si utilizza per dei finissimi marroni, canditi al cuore del prodotto, confezionati a mano e quindi pastorizzati per poter arrivare prelibati presso le pasticcerie di tutta l'Italia.

Sito ditta Giuso

IGP vuol dire Indicazione Geografica Protetta;
indica un marchio di origine che viene attribuito a quei prodotti agricoli e alimentari per i quali una determinata qualità, la reputazione o un'altra caratteristica dipende dall'origine geografica, e la cui produzione, trasformazione e/o elaborazione avviene in un'area geografica determinata.
Per ottenere la IGP quindi, almeno una fase del processo produttivo deve avvenire in una particolare area.
Chi produce IGP deve attenersi alle rigide regole produttive stabilite nel disciplinare di produzione, e il rispetto di tali regole è garantito da uno specifico organismo di controllo.
Nel 1996 la Comunità Europea ha conferito ai Marroni del Mugello la certificazione IGP che consente di promuoverne, valorizzarne e tutelarne le caratteristiche.
La certificazione IGP obbliga i produttori ad applicare e rispettare un rigoroso disciplinare di produzione e a sottoporsi a verifiche da parte dell’Ente di certificazione (la CCIA di Firenze), che verifica la rispondenza dell’intera filiera di produzione ai requisiti riportati nel disciplinare.
I controlli iniziano nella marronete e finiscono sui Marroni del Mugello IGP confezionati e pronti alla vendita.
L’Associazione Marrone del Mugello IGP, nata nel 1998 per promuovere e far conoscere le qualità del prodotto, è costituita dai produttori iscritti all’Albo Marrone del Mugello IGP le cui aziende ricadono nel territorio della denominazione di origine. L’associazione promuove il Marrone del Mugello in fiere del settore agro-alimentare di grande richiamo, a livello nazionale ed internazionale con l’obiettivo di far conoscere questa varietà di castagne ai consumatori e tutelarlo dalle mistificazioni presenti sul mercato.
Per chi volesse approfondire, sul sito della CCIA di Firenze c'è la normativa completa.
E' una bella iniziativa che ha l'intenzione di promuovere un prodotto ottenuto da un marrone alquanto speciale per caratteristice organolettiche e di limitata produzione, come quello che viene coltivato da secoli nel Mugello.

Ricordo che l'IGP (Indicazione Geografica Protetta) è un riconoscimento dato dalla Comunità Europea che indica che una determinata area ha delle caratteristiche peculiari che rendono il prodotto della zona unico e non riproducibile al di fuori di essa.
Il Marrone del Mugello IGP viene coltivato in un'area geografica ben determinata seguendo delle precise regole stabilite nel disciplinare di produzione.
Si utilizza per dei finissimi marroni, canditi al cuore del prodotto, confezionati a mano e quindi pastorizzati per poter arrivare prelibati presso le pasticcerie di tutta l'Italia.

Sito ditta Giuso
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marroni canditi
1 lug 2011
STUZZICHINI CON MARRONI MUGELLO IGP ED ASIAGO DOP
Desiderate preparare un aperitivo con uno stuzzichino un po' diverso dal solito ?!
Allora proviamo a far incontrare una grande DOP con una piccola IGP: l'Asiago DOP ed i marroni del Mugello IGP si possono servire anche così.

Ingredienti
Pasta di marroni g 250
mortadella a dadini g 130
formaggio Asiago g 80
pangrattato
semi di sesamo
sale

Ricetta
Mettete la pasta di marroni in una ciotola.
Attenzione a non confondere la pasta con la molto più zuccherina crema di marroni
Tagliate a fettine il formaggio Asiago e mescolatelo ai marroni.
Unitevi anche la mortadella tagliata a dadini piccoli.
Salate molto leggermente e amalgamate perfettamente tutti gli ingredienti, unendo 2 o 3 cucchiai di pangrattato per renderli più compatti.
Stendete sulla placca del forno qualche cucchiaiata di semi di sesamo e passateli per 3' nel forno a 200°.
Formate con l'impasto delle palline grosse come un piccolo uovo.
Rotolatele nei semi di sesamo finché se ne sono rivestite.
Disponetele in un piatto e guarnite a piacere.
Provati con un Vintage Rosè Veuve Clicquot: sono perfetti con spumanti brut dal bouquet persistente, tipo gli spumanti trentini, oppure un vino bianco di buon corpo e con un retrogusto di mandorla gradevolmente amarognolo come la Vernaccia di San Giminiano.
Per il sito del Consorzio Asiago Dop, clikka QUI
Allora proviamo a far incontrare una grande DOP con una piccola IGP: l'Asiago DOP ed i marroni del Mugello IGP si possono servire anche così.

Ingredienti
Pasta di marroni g 250
mortadella a dadini g 130
formaggio Asiago g 80
pangrattato
semi di sesamo
sale

Ricetta
Mettete la pasta di marroni in una ciotola.
Attenzione a non confondere la pasta con la molto più zuccherina crema di marroni
Tagliate a fettine il formaggio Asiago e mescolatelo ai marroni.
Unitevi anche la mortadella tagliata a dadini piccoli.
Salate molto leggermente e amalgamate perfettamente tutti gli ingredienti, unendo 2 o 3 cucchiai di pangrattato per renderli più compatti.
Stendete sulla placca del forno qualche cucchiaiata di semi di sesamo e passateli per 3' nel forno a 200°.
Formate con l'impasto delle palline grosse come un piccolo uovo.
Rotolatele nei semi di sesamo finché se ne sono rivestite.
Disponetele in un piatto e guarnite a piacere.
Provati con un Vintage Rosè Veuve Clicquot: sono perfetti con spumanti brut dal bouquet persistente, tipo gli spumanti trentini, oppure un vino bianco di buon corpo e con un retrogusto di mandorla gradevolmente amarognolo come la Vernaccia di San Giminiano.
Per il sito del Consorzio Asiago Dop, clikka QUI
19 gen 2011
VIDEO SUL MARRONE DEL MUGELLO IGP
La Camera di Commercio di Firenze nell'ambito di un bel progetto chiamato "Firenze a Tavola", ha realizzato un video riguardante il Marrone del Mugello IGP.
Vengono qui sottolineate, tramite interventi ed interviste, le caratteristiche organolettiche, nutrizionali, salutistiche e culinarie, nonchè il valore storico di questo prodotto.
La mia amica Rosaria infine spiega la ricetta della Torta di Marradi.
I video sono trasmessi secondo una rotazione sul circuito televisivo locale analogico, su circuito televisivo digitale, su Youtube, sui vari portali tematici camerali (Florencewine, Florenceoliveoil e comproinfattoria), sull'account di Facebook della Camera di Commercio e sui blog.
VIDEO ABOUT THE MARRONE DEL MUGELLO PGI
The Florence Chamber of Commerce as part of a nice video-project called "Firenze a Tavola" has created an episode about the Marrone del Mugello PGI.
Here are highlighted the organoleptic characteristic, nutritional value, health and culinary flavour, altough the history related to this traditional chestnuts variety.
Over and above the fact that this is healthy food, this video explain to the consumer how to find it satisfying and pleasurable when eating it: my friend Rosaria teach how to cook the Marradi's cake.
ムジェロの栗のビデオ
"フィレンツェTavola"と呼ばれる素敵なビデオプロジェクトの一環として、商工フィレンツェ商工会議所はMarroneデルムジェロについてのエピソードを作成しています。
La Chambre de commerce de Florence élabore un projet pour créer des vidéos promotionnelles sur les produits agroalimentaires typique de la province. Ici la vidéo sur le "Marrone del Mugello IGP".
Vengono qui sottolineate, tramite interventi ed interviste, le caratteristiche organolettiche, nutrizionali, salutistiche e culinarie, nonchè il valore storico di questo prodotto.
La mia amica Rosaria infine spiega la ricetta della Torta di Marradi.
I video sono trasmessi secondo una rotazione sul circuito televisivo locale analogico, su circuito televisivo digitale, su Youtube, sui vari portali tematici camerali (Florencewine, Florenceoliveoil e comproinfattoria), sull'account di Facebook della Camera di Commercio e sui blog.
VIDEO ABOUT THE MARRONE DEL MUGELLO PGI
The Florence Chamber of Commerce as part of a nice video-project called "Firenze a Tavola" has created an episode about the Marrone del Mugello PGI.
Here are highlighted the organoleptic characteristic, nutritional value, health and culinary flavour, altough the history related to this traditional chestnuts variety.
Over and above the fact that this is healthy food, this video explain to the consumer how to find it satisfying and pleasurable when eating it: my friend Rosaria teach how to cook the Marradi's cake.
ムジェロの栗のビデオ
"フィレンツェTavola"と呼ばれる素敵なビデオプロジェクトの一環として、商工フィレンツェ商工会議所はMarroneデルムジェロについてのエピソードを作成しています。
La Chambre de commerce de Florence élabore un projet pour créer des vidéos promotionnelles sur les produits agroalimentaires typique de la province. Ici la vidéo sur le "Marrone del Mugello IGP".
14 nov 2010
LA PANELLA LIGURE
La Panella ligure è la parente povera del castagnaccio. Decisamente sostanziosa e saporita, era consumata come piatto unico dai contadini. Ma serviva soprattutto per "riempire la pancia": infatti la totale mancanza di grassi non permetteva un apporto nutrizionale completo che avrebbe avuto bisogno di piatti ben più ricchi.
In questo caso si è utilizzato la farina di provenienza ligure, ottenuta dalla castagna secca di Calizzano e Murialdo, che è Presidio Slow Food.

Ingredienti
500 g di farina di castagne IGP
2 cucchiai di uvetta
1 cucchiaino di semi di finocchio
2 cucchiai di pinoli
4 cucchiai di olio extravergine d¿oliva
rosmarino
sale
Preparazione
Mettete a bagno l'uvetta in acqua tiepida per una ventina di minuti.
Nel frattempo versate la farina di castagne in una terrina, incorporatevi circa 1 dl di acqua versandola a filo, in modo da ottenere un impasto cremoso; poi aggiungete un pizzico di sale, i semi di finocchio pestati, i pinoli e l'uvetta scolata.
Lavorate il tutto per una decina di minuti, se occorre incorporate altra acqua. Ungete una grande teglia con 2 cucchiai di olio, spianatevi sopra la focaccia di castagne: dovrà rimanere alta circa 1 cm.
Irrorate con 2 cucchiai di olio e passate in forno già caldo a 200 °C per circa 15 minuti.
Quando la superficie inizierà a creparsi, decorare con altri pinoli e qualche ago di rosmarino, uvetta e semi di finocchio.
È buona servita sia calda sia fredda.
In Liguria, a Castiglione Chiavarese, nel mese di ottobre fanno la Sagra della Panella di Castiglione Chiavarese clikka QUI
In questo caso si è utilizzato la farina di provenienza ligure, ottenuta dalla castagna secca di Calizzano e Murialdo, che è Presidio Slow Food.

Ingredienti
500 g di farina di castagne IGP
2 cucchiai di uvetta
1 cucchiaino di semi di finocchio
2 cucchiai di pinoli
4 cucchiai di olio extravergine d¿oliva
rosmarino
sale
Preparazione
Mettete a bagno l'uvetta in acqua tiepida per una ventina di minuti.
Nel frattempo versate la farina di castagne in una terrina, incorporatevi circa 1 dl di acqua versandola a filo, in modo da ottenere un impasto cremoso; poi aggiungete un pizzico di sale, i semi di finocchio pestati, i pinoli e l'uvetta scolata.
Lavorate il tutto per una decina di minuti, se occorre incorporate altra acqua. Ungete una grande teglia con 2 cucchiai di olio, spianatevi sopra la focaccia di castagne: dovrà rimanere alta circa 1 cm.
Irrorate con 2 cucchiai di olio e passate in forno già caldo a 200 °C per circa 15 minuti.
Quando la superficie inizierà a creparsi, decorare con altri pinoli e qualche ago di rosmarino, uvetta e semi di finocchio.
È buona servita sia calda sia fredda.
In Liguria, a Castiglione Chiavarese, nel mese di ottobre fanno la Sagra della Panella di Castiglione Chiavarese clikka QUI
12 nov 2010
LA ROSSA DI CICOLANO
Dal blog La banda dei broccoli (clikka QUI) leggo di una bella giornata fra olive e castagne.
Andando in giro, i nostri amici hanno deviato verso un delizioso paesino della provincia di Rieti: Pescorocchiano.
Qui hanno trovato la sagra della castagna.
Non poteva essere altrimenti visto che il prodotto tipico del paese è la castagna rossa del Cicolano.
L'Associazione Provinciale Castanicultori Castagna Reatina è un'associazione costituita nell'ottobre del 2006 per promuovere la castanicultura del reatino ed in particolare del cicolano; contribuisce a rivitalizzare l'economia di montagna in quanto fonte di integrazione del reddito e a mantenere in buono stato il paesaggio.
Consente inoltre il recupero ed il mantenimento delle tradizioni e della cultura: recentemente hanno costituito il Museo del Castagno presso S.Lucia di Pescorocchiano.
La castagna Rossa del Cicolano si sviluppa lungo la Valle del Salto e lungo la valle del Turano, nella parte sud orientale della provincia in cui è presente la Riserva Naturale dei Monti Navegna e Cervia, distesa nei Comuni di Varco, Marcetelli dove si svolge la sagra dedicata, Nespolo, Paganico, Ascrea, Roccasinibalda, Collegiove e Collalto Sabino.
La Rossa ha una forma rotondeggiante, al cui apice si può trovare la presenza di tomento (la peluria tipica del frutto) e presenta generalmente una forma convessa di colore più chiaro del pericarpo (la parte del frutto che circonda i semi) che è si solito marrone rossiccio e più scuro dopo la curatura.
E' dotata di una torcia anch'essa tormentosa e una cicatrice ilare di forma irregolare. Il frutto da esso prodotto è di colore bianco e croccante, dal sapore delicato e dolce.

La provincia di Rieti questa produzione occupa un posto preminente con il 50% dei castagneti da frutto dell'intera regione Lazio, collocandosi a livello produttivo al secondo posto, dopo la provincia di Viterbo.
Referente
Ass. Provinciale Castanicoltori Castagna Reatina
Telefono
0746558191
Fax
0746558103
E-mail
info@saltocicolano.it
Andando in giro, i nostri amici hanno deviato verso un delizioso paesino della provincia di Rieti: Pescorocchiano.
Qui hanno trovato la sagra della castagna.
Non poteva essere altrimenti visto che il prodotto tipico del paese è la castagna rossa del Cicolano.
L'Associazione Provinciale Castanicultori Castagna Reatina è un'associazione costituita nell'ottobre del 2006 per promuovere la castanicultura del reatino ed in particolare del cicolano; contribuisce a rivitalizzare l'economia di montagna in quanto fonte di integrazione del reddito e a mantenere in buono stato il paesaggio. Consente inoltre il recupero ed il mantenimento delle tradizioni e della cultura: recentemente hanno costituito il Museo del Castagno presso S.Lucia di Pescorocchiano.
La castagna Rossa del Cicolano si sviluppa lungo la Valle del Salto e lungo la valle del Turano, nella parte sud orientale della provincia in cui è presente la Riserva Naturale dei Monti Navegna e Cervia, distesa nei Comuni di Varco, Marcetelli dove si svolge la sagra dedicata, Nespolo, Paganico, Ascrea, Roccasinibalda, Collegiove e Collalto Sabino. La Rossa ha una forma rotondeggiante, al cui apice si può trovare la presenza di tomento (la peluria tipica del frutto) e presenta generalmente una forma convessa di colore più chiaro del pericarpo (la parte del frutto che circonda i semi) che è si solito marrone rossiccio e più scuro dopo la curatura.
E' dotata di una torcia anch'essa tormentosa e una cicatrice ilare di forma irregolare. Il frutto da esso prodotto è di colore bianco e croccante, dal sapore delicato e dolce.

La provincia di Rieti questa produzione occupa un posto preminente con il 50% dei castagneti da frutto dell'intera regione Lazio, collocandosi a livello produttivo al secondo posto, dopo la provincia di Viterbo.
Referente
Ass. Provinciale Castanicoltori Castagna Reatina
Telefono
0746558191
Fax
0746558103
info@saltocicolano.it
8 ott 2010
16 mar 2010
MARRONE DEL MUGELLO IGP
IGP vuol dire Indicazione Geografica Protetta;
indica un marchio di origine che viene attribuito a quei prodotti agricoli e alimentari per i quali una determinata qualità, la reputazione o un'altra caratteristica dipende dall'origine geografica, e la cui produzione, trasformazione e/o elaborazione avviene in un'area geografica determinata.
Per ottenere la IGP quindi, almeno una fase del processo produttivo deve avvenire in una particolare area.
Chi produce IGP deve attenersi alle rigide regole produttive stabilite nel disciplinare di produzione, e il rispetto di tali regole è garantito da uno specifico organismo di controllo.
Nel 1996 la Comunità Europea ha conferito ai Marroni del Mugello la certificazione IGP che consente di promuoverne, valorizzarne e tutelarne le caratteristiche.
La certificazione IGP obbliga i produttori ad applicare e rispettare un rigoroso disciplinare di produzione e a sottoporsi a verifiche da parte dell’Ente di certificazione (la CCIA di Firenze), che verifica la rispondenza dell’intera filiera di produzione ai requisiti riportati nel disciplinare.
I controlli iniziano nella marronete e finiscono sui Marroni del Mugello IGP confezionati e pronti alla vendita.
L’Associazione Marrone del Mugello IGP, nata nel 1998 per promuovere e far conoscere le qualità del prodotto, è costituita dai produttori iscritti all’Albo Marrone del Mugello IGP le cui aziende ricadono nel territorio della denominazione di origine. L’associazione promuove il Marrone del Mugello in fiere del settore agro-alimentare di grande richiamo, a livello nazionale ed internazionale con l’obiettivo di far conoscere questa varietà di castagne ai consumatori e tutelarlo dalle mistificazioni presenti sul mercato.
Per chi volesse approfondire, sul sito della CCIA di Firenze c'è la normativa completa.
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