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26 ott 2016

DI CASTAGNE E DI MARRONS GLACES





C’è un paese nell’Appennino Toscano in cui il tempo sembra essersi fermato: allungato sul
fondo di una vallata circondata da monti ricoperti di castagneti, si anima durante il mese d’Ottobre con la raccolta dei marroni. E qui è sorta l’Ortofrutticola del Mugello, la “Fabbrica dei marroni” come è stata subito battezzata dagli abitanti, che produce golosi marrons glacés. Ad Ottobre i ricci si aprono e lasciano cadere un vero tesoro. La raccolta deve essere fatta a mano: si comincia il mattino presto, ci si inerpica per gli scoscesi castagneti con il “paniere” che verrà riempito e svuotato varie volte prima di sera. La sera ci si ritrova attorno ad un tavolaccio per fare la scelta dei frutti, mangiando “ballotte” (castagne bollite) e bevendo vin novello. Tutto come è tradizione da secoli. Noi continuiamo a comprare solo castagne di certe vallate degli Appennini, le sbucciamo e le rifiniamo delicatamente a mano: continuiamo a candirle in 8 giorni, continuiamo ad usare solo le materie prime selezionate dalla nostra lunga esperienza.

There is a country in the Appennino Toscano mountains in which the time it seems to be stopped: lengthened on the bottom of one valley, encircled from mounts covered of chestnuts trees, it awakes during the month of October with the harvest of "marrons" fruits.

And here the Ortofrutticola of the Mugello co. is risen, the " Factory of chestnuts" like has been endured christened from the inhabitants, that it produces greedyst marrons glaces of the world. To October the curly are opened and left to fall what for the local economy it is a true treasure: it could be called " brown gold". The collection must by hand be made: it begins early in the morning, people climb for the steep chestnuts orchards with the "paniere"(basket) that will come filled up and emptied several times before evening. At evening all the family is found around to a table in order to make the choice of the fruits, eating "ballotte " (roast chestnuts) and drinking wine. The day after the result of much hard work it comes delivered to the  factory and immediately dripped in a water bath. Here it will remain for some days, then dried by air to have it ready to be processed to obtain candied marrons.




16 ott 2013

MARRONI DI MARRADI 2013: IL RACCOLTO - 栗Marradiの。

Con dieci giorni di ritardo, anche a Marradi è iniziata la raccolta di marroni.
Marradiのは10日遅れで栗を集め始めました。

I bei marroni

Si rivedono gli amici

Ricci caduti con i frutti ancora dentro 

Ricci pronti per la casca

8 giu 2012

CUNEO: FIERA NAZIONALE DEL MARRONE 2012

E' stato annunciata la quattordicesima edizione della Fiera nazionale del Marrone: si svolgerà dal 18 al 21 ottobre 2012, come di consueto, nel centro storico di Cuneo (piazza Galimberti, via Roma, largo Audiffredi, piazza Torino, piazza Virginio, via Santa Maria).

Accanto ai momenti esclusivamente enogastronomici l'Assessorato alle Attività Promozionali e Produttive, in sinergia con i partners della Fiera, sta definendo nuove proposte turistiche, iniziative culturali, didattiche e di intrattenimento per creare un evento capace di attrarre non solo gli appassionati del gusto, ma chiunque desideri vivere un fine settimana a stretto contatto con la genuinità, l’artigianato, le tipicità e il folklore delle valli cuneesi, abbinate ai migliori prodotti d’Italia e d’Europa.

Per accrescere il valore della manifestazione, investendo sulla qualità dei prodotti esposti e proposti in vendita, gli espositori verranno attentamente selezionati da un pool di esperti composto da rappresentanti del Comune di Cuneo, Slow Food, Coldiretti, Confartigianato, ATL e Promocuneo, sulla base di un disciplinare che detterà i criteri di assegnazione degli stand e che verrà approvato dalla Giunta Comunale e successivamente pubblicato on line alla voce "Espositori edizione 2012".

Per gli espositori interessati a partecipare alla fiera sarà così possibile scaricare copia del disciplinare tecnico e della domanda di partecipazione che dovrà pervenire all'Ufficio Protocollo del Comune di Cuneo entro la data indicata dal disciplinare tecnico redatto dal Settore.

l borgo rurale costruito in Piazza Vittorio Emanuele II (l'attuale Piazza Galimberti) per la Fiera del Marrone in (1938) - foto archivio A. Scoffone


Per ulteriori informazioni contattare: Settore Attività Promozionali e Produttive del Comune di Cuneo Ufficio Agricoltura +39.0171.444457/456 Ufficio Manifestazioni +39.0171.444285 agricoltura(at)comune.cuneo.it manifestazioni(at)comune.cuneo.it

Luoghi della fiera: Via Roma - Piazza Torino - Piazza Virginio - Piazza Galimberti - Largo Audiffredi 

Orario fiera: giovedì 18 ottobre: dalle 17,00 alle 23,00 venerdì 19 e sabato 20 ottobre: dalle 10,00 alle 23,00 domenica 21 ottobre: dalle 10,00 alle 21,00

Ingresso libero

21 nov 2011

CASTAGNE IN VENDITA DIRETTA PRODUTTORE-CONSUMATORE: UN ESEMPIO DAGLI USA


Un interessante esempio di vendita diretta da un produttore di castagne ci arriva dagli Stati Uniti: Harvey Correia è un produttore agricolo che risiede nella valle del Sacramento River, California.
Pur considerando le diverse caratteristiche del mercato e delle logistiche in Italia rispetto agli USA, può essere fonte di ispirazione nache per i nostri produttori.

Apprendiamo dalla sezione storica che, a partire dalla metà degli anni '90, la famiglia Correia ha abbandonato altre coltivazioni (pere) a favore dell'impiantazione di castagneti.
Nel sito viene spiegato come all'inizio abbiano usato una varietà di origine orientale, la Colossus, ma che adesso stiano sviluppando dei marroni di tipo italiano, apprezzati per la bontà dai consumatori.

La vendita avviene attraverso il sito web che trovate QUI

Questo è un video proprio sull'impiantamento di marroni italiani fatto dalla Correia Chestnuts farm.

1 lug 2011

STUZZICHINI CON MARRONI MUGELLO IGP ED ASIAGO DOP

Desiderate preparare un aperitivo con uno stuzzichino un po' diverso dal solito ?!
Allora proviamo a far incontrare una grande DOP con una piccola IGP: l'Asiago DOP ed i marroni del Mugello IGP si possono servire anche così.



Ingredienti
Pasta di marroni g 250
mortadella a dadini g 130
formaggio Asiago g 80
pangrattato
semi di sesamo
sale




Ricetta

Mettete la pasta di marroni in una ciotola.
Attenzione a non confondere la pasta con la molto più zuccherina crema di marroni
Tagliate a fettine il formaggio Asiago e mescolatelo ai marroni.
Unitevi anche la mortadella tagliata a dadini piccoli.
Salate molto leggermente e amalgamate perfettamente tutti gli ingredienti, unendo 2 o 3 cucchiai di pangrattato per renderli più compatti.
Stendete sulla placca del forno qualche cucchiaiata di semi di sesamo e passateli per 3' nel forno a 200°.
Formate con l'impasto delle palline grosse come un piccolo uovo.
Rotolatele nei semi di sesamo finché se ne sono rivestite.
Disponetele in un piatto e guarnite a piacere.

Provati con un Vintage Rosè Veuve Clicquot: sono perfetti con spumanti brut dal bouquet persistente, tipo gli spumanti trentini, oppure un vino bianco di buon corpo e con un retrogusto di mandorla gradevolmente amarognolo come la Vernaccia di San Giminiano.

Per il sito del Consorzio Asiago Dop, clikka QUI

16 giu 2011

CINIPEDE del CASTAGNO: EVOLUZIONE AL 15 GIUGNO

Aggiornamento sulla evoluzione del Cinipede al 15 giugno


La "vespina" ha perforato la galla, che inizia a sgonfiarsi.
Adesso l'insetto sciamerà per alcuni giorni inoculando le uova che creeranno nuove galle il prossimo anno.


Gli aggiornamenti fotografici precedenti, si possono trovare QUI

28 mag 2011

LA CREMA DI MARRONI FU INVENTATA A SAN ZENO ?

Grazie al consorzio del marrone di San Zeno, ho appreso questa meravigliosa storia di altri tempi.La marmellata di marroni è nata a Bardolino, sponda veneta del lago di Garda.
La famiglia Vivaldi la produceva utilizzando le castagne provenienti dai vicini boschi del Monte Baldo.
Utilizzando i marroni del monte Baldo, i marroni di San Zeno, oggi una DOP riconosciuta dalla Cee.
Ad inventare la marronata furono Felice Vivaldi e il figlio Vincenzo.

Era il 1933.
"La marronata - raccontava il cavalier Vincenzo Vivaldi- ha avuto un'origine un po' fortuita.
Io e mio padre Felice leggemmo su un vecchio libro una ricetta popolare che ci incuriosì e subito ci mettemmo ad elaborarla, lavorandoci sopra, sbucciando castagne e facendo prove su prove.
Poi il prodotto finalmente ci soddisfece: era riuscito bene. Ne preparammo qualche chilo e partimmo alla volta di Brescia, dove ci toccò quasi pregare una burbera signora, titolare di un negozio importante, perché facesse assaggiare la nostra invenzione ai clienti. Noi ci saremmo accontentati di ripassare dopo qualche giorno per sentire i risultati".

L'esperimento andò benissimo.
"E infatti - raccontava ancora Vivaldi - ritornammo e, con nostra grande sorpresa, la signora ci ordinò immediatamente un quintale di marronata. Così fecero anche gli altri negozianti ai quali avevamo lasciato un campione. Tornammo dunque da Brescia contenti per l'esito della prova, ma anche preoccupati. Sulla nostra 509 decapottabile parlavo con mio padre, che era fasciato abbondantemente con qualche sciarpa, e, cercando nel frattempo d'indovinare la strada fra la nebbia, gli chiedevo come avremmo fatto a soddisfare le richieste".
La domanda andava soddisfatta.
I Vivaldi salirono sul Monte Baldo, acquistarono altre castagne e si rimisero all'opera. Il lavoro era allora del tutto artigianale, fatto in famiglia. I marroni venivano sbucciati, puliti della pellicina interna, lessati a mo' di peladèi, macinati, mescolati con lo zucchero, bolliti come fossero polenta sino a ottenere la densità voluta.
Poi l'impasto veniva rovesciato in contenitori rettangolari di varie misure. In breve fu necessario assumere personale: quasi tutte ragazze di Bardolino. "In fondo - scherzava Vincenzo Vivaldi -, credo che la nostra azienda abbia contribuito allo sviluppo demografico di Bardolino, perché le ragazze da marito venivano da noi, lavoravano giusto il tempo per farsi il corredo coi guadagni e poi si sposavano".

I Vivaldi arrivarono ad avere sessanta dipendenti e a produrre mille quintali di marronata. Se si tiene conto che la resa dei frutti è del cinquanta per cento e che metà del peso della marronata è costituita da zucchero, significa che a Bardolino si lavoravano circa mille quintali di castagne.
Le confezioni erano alla portata di un po' tutte le tasche: c'erano scatolette da quaranta grammi, da ottanta, da mezzo chilo e da un chilo, più i pani da cinque chili per i negozianti.
Sulle confezioni c'erano due ricci aperti a mostrare il marrone maturo e la scritta "Marmellata di marrone".
"La piazza di gran lunga migliore - spiegava l'inventore della marronata - era Torino, che avevamo letteralmente invasa col nostro prodotto.
Poi venivano Brescia, Cremona, Padova e via via le altre.
Abbiamo continuato la produzione fin verso il 1970."
Per saperne di più sul Marrone di San Zeno DOP clikka QUI

15 mag 2011

LA CREMA DI MARRONI

Perchè non provare la crema di marroni fatta in casa ?
Però deve essere una vera crema, non una semplice marmellata.

crema di castagne

Ingredienti:
1 kg di marroni già pelati,
700 gr di zucchero semolato,
4/5 baccelli di vaniglia oppure mezza bustina di vanillina


Bollite i marroni pelati per 10 minuti.
Mettete lo zucchero in una casseruola con mezzo bicchiere di acqua e portate a bollore mescolando lentamente: attenzione che non caramellizzi !
Lasciate bollire a fuoco medio per 2-3 minuti.
Passate i marroni con un mixer alla massima velocità ed uniteli allo sciroppo ottenuto con zucchero.
Unite i bacelli di vaniglia (o la vanillina).

Fate cuocere il tutto a fuoco basso per circa 15 minuti, mescolando spesso.

Non lasciate troppo vuoto al'interno del vaso
La crema deve essere molto densa.
Lasciatela raffreddare completamente nella pentola a cui avrete messo un coperchio.

Dopo 4-5 ore, scaldate nuovamente la crema per almeno 5 minuti, mescolando in continuazione e lasciandola raffreddare completamente.
Ripetete la cottura breve e il raffreddamento altre due volte, sempre a distanza di alcune ore, ma potete lasciarla raffreddare anche tutta la notte.
Versate in vasetti già sbollentati e chiudete subito con coperchi nuovi.


3 feb 2011

COCCOLE AL MARRONE


Ho assaggiato un "cioccolatino" che mi ha entusiasmato: le Coccole al marrone.
In realtà si tratta di una formula rivisitata del famoso cuneese al rhum, ma al posto del liquore si utilizzano una crema di marroni e alcuni pezzetti di marron glacè: l'ho immediatamente amata!

E' prodotto da una pasticceria della prov. di Cuneo: Bergese&Paganelli.

3 gen 2011

CANCRO CORTICALE DEL CASTAGNO: UN PROBLEMA ?

Un microscopico fungo è uno dei più grandi nemici dei colossali alberi del castagno: la Cryphonectria parasitica è un fungo Ascomycota appartenente all'ordine delle Diaporthales, volgarmente chiamato "cancro corticale" .
Questo fenomeno interessa particolare quei castagneti situati nei versanti più assolati, esposti a sud e con maggiore pendenza, probabilmente per la diminuita capacità delle piante, sottoposte a forte stress idrico, a contenere le infezioni già presenti in fase iniziale.
La malattia fa seccare diversi polloni dominati, presentando la caratteristica sintomatologia.
Il cancro riesce a circondare l’anello cambiale provocando il disseccamento e la morte dei rami al di sopra del punto di infezione.
Usualmente solo i polloni dominanti, già affermati, sanno rispondere con maggior vigore all’attacco del patogeno.



All'inizio del secolo scorso, il cancro corticale del castagno – proveniente dall'Asia – è stato in grado di decimare quasi totalmente i castagneti della parte Est degli Stati Uniti.
In Europa la malattia ha fatto la sua apparizione nel 1938 nella regione di Genova (Italia), propagandosi poi velocemente verso Nord e raggiungendo la parte meridionale della Svizzera (Cantone Ticino) nel 1948. Oggi il cancro della corteccia è presente praticamente in tutti i soprassuoli di castagno della regione Sud delle Alpi. Alla fine degli anni ‘80, i primi casi di infezione del cancro corticale del castagno sono stati scoperti anche a Nord dell’arco Alpino, nella Svizzera tedesca ed in Germania.

I castagni indigeni, appartenenti alla specie Castanea sativa, sono più resistenti dei loro omonimi castagni americani. Inoltre, alcune forme del fungo patogeno meno virulente (sia veda la definizione qui di seguito) si sono spontaneamente insediate nel continente europeo alcuni anni dopo l'apparizione della malattia.
Questi due vantaggi spiegano perché attualmente la sopravvivenza dei castagni presenti al Sud delle Alpi non è minacciata dall’infezione del cancro.

Il fungo Cyphonectria parasitica è un patogeno che colonizza la corteccia del castagno. L'albero reagisce cercando di cicatrizzare i tessuti deteriorati, processo che provoca l’apparizione delle tipiche infezioni del cancro della corteccia (vedi figura). La pianta inizia così a deperire nella parte distale del punto di infezione: le foglie disseccano rapidamente, senza tuttavia cadere. Nella parte posta al di sotto della zona infettata dal cancro, il pollone colpito reagisce emettendo numerosi rami epicormici.

L’ipovirulenza (vale a dire la virulenza attenuata) è provocata da un virus. Questo fenomeno è molto diffuso nella regione a Sud delle Alpi.
Considerato che esso non è presente a Nord delle Alpi, la malattia rappresenta tuttora un notevole pericolo per i castagni presenti a nord dell’arco alpino.
Il fenomeno dell’ipovirulenza è utile al controllo biologico permanente della malattia.

Se i castagneti infatti sono e saranno costretti a convivere con la C. parasitica è e sarà necessario che tale parassita sia meno dannoso possibile.
Questa opportunità viene offerta proprio dai ceppi ipovirulenti e perciò è quanto mai indispensabile la loro presenza e predominanza nei castagneti, perché il patogeno è presente in tutto il suo areale anche nella forma virulenta.
Affinché gli isolati ipovirulenti possano insediarsi e diffondersi naturalmente in un territorio è necessario che siano presenti molte infezioni cicatrizzanti dato lo scarso numero di picnidi che vengono prodotti sui cancri e riguardo alla capacità di trasmissione dell'ipovirulenza è importante che i suddetti isolati siano dotati di un ampio spettro di compatibilità vegetativa, cioè la capacità di formare frequentemente anastomosi ifali stabili e quindi permettere il passaggio del dsRNA.
L'infezione naturale dell'ipovirulenza può essere incrementata con le inoculazioni combinata agli isolati ipovirulenti che originano un cancro capace dopo uno o due anni di cicatrizzare e regredire spontaneamente.

Cercando di riassumere:
* Il cancro corticale del castagno è un organismo che in base alle disposizioni fitosanitarie in vigore è soggetto alla quarantena. Per impedire la sua propagazione nelle regioni non contaminate (ad esempio in alcune regioni protette situate all’interno dei confini dell’Unione Europea), l'esportazione di legname e di piantine di castagno è appositamente regolamentata da prescrizioni valide in tutto il mondo. Certi paesi prescrivono che l'invio di legname o di piantine debba essere corredato da uno specifico certificato fitosanitario di esportazione e d’importazione, che attesta che il legname esportato proviene da regioni esenti da Cyphonectria parasitica.
* Il fungo all'origine del cancro della corteccia del castagno, un parassita delle ferite, infetta in modo particolare i punti di innesto dei castagni. Per questo motivo è importante eseguire i lavori utilizzando attrezzi perfettamente disinfettati e ricoprire accuratamente i punti di innesto con appositi prodotti protettivi.
* Per arginare il più possibile ogni propagazione della malattia a Nord delle Alpi, è necessario tagliare ed eliminare rapidamente le parti delle piante infettate, bruciandole direttamente sul posto.
* Nelle piantagioni di castagni, un sistema di lotta efficace consiste nell’inoculare le parti di piante infettate dal cancro coi dei preparati composti da ceppi del fungo ipovirulenti.
* Nei castagneti da frutto (selve) il rischio di infezione può essere considerevolmente limitato eliminando regolarmente le parti delle piante contagiate.

Uno dei maggiori esperti mondiali sul cancro del castagno è italiano: il Dott. Turchetti dell' Istituto per la Patologia degli Alberi Forestali del CNR Firenze.

要約しようとしています:
*、栗の病は力で植物の健康規定に従って検疫対象に有機物です。地域での広がりを防ぐために (EU の境界内にあるなど一部の保護された地域で)、木材の輸出の汚染し、栗の苗が具体的には世界中の要件によって規制されています。木材を送信する特定の国を必要とするか、指定した植物検疫証明書のエクスポートとインポート、エクスポート木材 Cyphonectria parasitica から無料の地域から来ることを証明して苗を伴う必要があります。
* 癌栗樹皮、寄生虫の傷の原因と真菌の栗の木を移植のための特定のポイントに感染します。そのため完全に駆除のギアを使用してジョブおよび徹底的カバー ポイント特別な保護製品でプラグインを実行することが重要です。アルプスの北には可能な病気の蔓延を幹に、カットし、感染した植物は、直接現地 の部分をすばやく削除する必要があります。
* プランテーション、栗の木の効果的なシステム コントロールのガンによる植物のウイルスに感染した部分の菌 の歪みで構成される準備をからすることです。* で栗林の果物 (森) 感染の危険は定期的に感染した植物パーツを排除することでかなり制限があります。

29 ott 2010

FINISCE L'AUTUNNO: CADONO LE FOGLIE

"A San Simone il ventaglio si ripone"; l'autunno sta finendo.
Ed i castagni cominciano a spogliarsi con il casco delle foglie.





Una volta a Marradi anche le foglie del castagno venivano riusate avvolgendoci un formaggio a pasta molle, vaccino oppure di pecora, che veniva poi legato con fili di rafia naturale poste a raggiera.
Dopo almeno 15 giorni di affinatura nell'involucro di foglie, si otteneva un formaggio saporito che aveva assorbito i profumi asprigni, tannici delle foglie stesse.

1 ott 2010

ALLE PORTE DEL NUOVO RACCOLTO

Inizia il nuovo raccolto dei marroni a Marradi.
I ricci iniziano a cangiare di colore, virando al bruno e seccandosi. Così facendo, si apriranno presto, lasciando cadere il marrone, che non è il frutto del castagno ma ne è il seme.



Fra circa 3/5 giorni inizieranno a calare i marroni, che verranno poi raccolti da terra.


Invece i ricci che non hanno portato a termine il seme sono già aperti.



L'albero è lo stesso dei precedenti post:
-Giugno 2010: l'evoluzione della fioritura dei rami
-Aprile 2010: escono le foglie
-Aprile 2010: le nuove gemme

27 set 2010

Chestnut (Castanea sativa): a Multipurpose European Tree

WORKSHOP
"Chestnut (Castanea sativa): a Multipurpose European Tree”
Bruxelles, 30 September 2010


Organizers:
University of Florence (Faculty of Agriculture)
University of Pisa (Faculty of Agriculture)
Chestnut Study and Documentation Centre (Marradi-Florence)
European Chestnut Network (Florence)
Initiative granted by: Regione Toscana
D & V Ltd. (Georgia)

Patronage
Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, Regione Toscana, Accademia dei Georgofili, Associazione Nazionale Città del Castagno, Associazione Farina di Neccio della Garfagnana DOP, Associazione per la Valorizzazione della Castagna del Monte Amiata IGP, Consorzio di Promozione e Tutela del Marrone del Mugello IGP
Venue:
Regione Toscana – Rond Point Schuman, 14 - 1040 Bruxelles (8th floor)



MORNING SESSION (9.00-12.30)
Registration: 8.30-9.15
Reports (max 20 minutes each): 9.15-12.30
Chairman: Michele PASCA - RAYMONDO (President of Accademia dei Georgofili, Sez. Intern. Bruxelles)
Speakers and Co-Authors:
Welcome speech: ON. Herbert DORFMANN (Member of the European Parliament)
Welcome speech: Papuna KHACHIDZE (Chairman of Forest Department, Minister of Environment Protection and Natural Resources of Georgia)
1) “Castanea sativa: the European Tree” (Marco CONEDERA)
2) “Multifunctionality of European Chestnut Trees” (Ioan Vasile ABRUDAN; Francesco FERRINI; Elvio BELLINI)
3) “Pathogens and Parasites of Chestnut in Europe” (Stephanos DIAMANDIS, Alberto ALMA, Giovanni VANNACCI)
4) “Sustainable Orchards/Chestnut Forests Management” (Lorenzo SANTIAGO PEREIRA, Werner MAURER, Volker BOUFFIER, Ernst SEGATZ)
5) “Enhancement of the Chestnut Fruit Production and Exploitation” (Armindo Aires Afonso MARTINS)
6) “Enhancement of Timber Production”(Jean LEMAIRE, Marco TOGNI, Marco FIORAVANTI)
7) “Economic Aspects and Effects of Castanea sativa in Europe: the Current Situation and its Potentiality” (Luciano TRENTINI, Stefano SANTARELLI)
8) “Chestnut Fruits: Nutritional Value and New Products” (Laura DI RENZO, Alessia BIANCHI, Antonio DE LORENZO)
12.30: Buffet with chestnut-based products
AFTERNOON SESSION (14.00-16.00)
Round-table: “The Future of European Chestnut Trees”
Chairman: Massimo BURIONI (Aggregate member of the Accademia dei Georgofili and EC DG Research- Officer - Agriculture, Forestry, Fisheries, Aquaculture)

Speakers:
 Ernst U. SCHULTE (EU Commission, DG ENV. B1 - Head of Forest Sector European Commission)
 Roland BECK (EU Commission, DG AGRI Unit H.4 Bioenergy, biomass, forestry, climate change)
 Gullermo CARDON (EU Commission, DG SANCO, Directorate E -Safety of the food chain, Unit E7 - Plant health)
 High level experts in the field of chestnut tree (Speakers and Co-Authors of the morning session)

AIMS OF THE WORKSHOP
The workshop has two aims:
1) Promote chestnut growing in Europe through an open debate between high level EU experts in the field of chestnut and representatives of the competent European Commission DGs (Research, Sanco, Env, Agri)
2) Realize a final document which will outline main problems affecting Chestnut in Europe and will identify priority issues in forest/orchard management and protection from pathogens and parasites, to improve Chestnut products and expand Chestnut marketing perspectives.
Workshop Secretariat:
Stefano Santarelli
Studio Tecnico Casati Santarelli
Viale della Repubblica 68, 50032 Borgo San Lorenzo (FI)
s.santarelli@studiocasatisantarelli.it
phone +390558455046
mobile +39335334460

22 set 2010

ALTRE INFORMAZIONI SULLA SAGRA DELLE CASTAGNE DI MARRADI

Domenica 10 Ottobre 2010 e 17 - 24 - 31 Ottobre 2010
47^ Sagra delle Castagne




Sono le ultime 4 domeniche di Ottobre; durante le 4 domeniche funzionerà un servizio di navetta dal parcheggio di S.Adriano GRATUITO all'inizio del paese in modo da parcheggiare e essere trasportati in pullman.
Comunque, i parcheggi sono dislocati in tutto il paese dalla stazione di Marradi fino Al Parco Piscina.

Il PARCHEGGIO CAMPER è disponibile nel Parco Piscina per informazioni Tel 055.8045170.

PER I TRENI A VAPORE provenienti dall'Emilia Romagna è possibile ricevere informazioni o effettuare le prenotazioni rivolgendosi al Dopolavoro Ferroviario di Faenza al seguente numero telefonico 0546.22715 o all'Agenzia Viaggi Palumbo di Faenza al num. 0546.22177.
Per la tratta fiorentina il recapito telefonico al quale rivolgersi è 055.440311 Agenzia Sabrina Viaggi.

Nei sabati antecedenti la manifestazione avrà luogo, inoltre, il cosiddetto "Sabato del Villaggio" con l'offerta di vin brulè e caldarroste

Per informazioni potete contattare l'Ufficio Turistico di Marradi telefonando o faxando al numero 055/8045170 o scrivendo all'indirizzo info@pro-marradi.it

7 set 2010

47° SAGRA DELLE CASTAGNE, MARRADI, 2010

Perchè una Sagra nel paese dei marroni, si chiama la "Sagra delle Castagne"?
Chissà; forse perchè i marradesi sono tipi assai particolari.
Comunque anche quest’anno a Marradi (FI) si svolgerà la tradizionale “Sagra delle Castagne” giunta alla sua 47° edizione. Le giornate impegnate saranno le domeniche 10, 17, 24 e 31 del mese di ottobre. Come tutti gli anni saranno presenti i nostri stand gastronomici che proporranno ai visitatori le tradizionali leccornie del famoso frutto “Il marrone di Marradi” quali: i tortelli di marroni, la torta di marroni, il castagnaccio, le marmellate di marroni, i marrons glacés, i “bruciati” (caldarroste), etc. Per le vie del paese saranno, inoltre, in vendita i classici prodotti del bosco e sottobosco, oltreché altri prodotti artigianali e commerciali. Le domeniche di sagra saranno, poi, animate da artisti di strada e musicisti itineranti che si alterneranno nel corso delle 4 giornate in questione.
Sarà, inoltre, possibile visitare la Mostra del mobile in castagno e Mostre di pittura.
In tarda mattinata apriranno i vari ristori con degustazione di piatti della cucina tradizionale marradese come la polenta ai funghi porcini, carni di cinghiale e capriolo accompagnati da vini della regione.
I pomeriggi saranno allietati da spettacoli di musica e varietà con la presenza di attrazioni per bambini.
Anche quest’anno l’organizzazione ha previsto l’emissione di un annullo filatelico. Sarà a disposizione, nelle quattro domeniche, un ufficio in cui sarà possibile acquistare tali annulli.



Marradi sarà collegata alle città di Firenze, Bologna e Rimini dai tradizionali treni a vapore che, come ogni anno, attraverseranno l’Appennino Tosco-Romagnolo.

3 set 2010

CHESTNUTS SOUP by TRISH DESEINE (who else?!)


If you are really keen on preparing your soup from scratch, then the Autumn is the time to buy fresh chestnuts.
They will need to be boiled and peeled (a laborious and rather unpleasant task), but don’t worry, these days good quality tinned chestnuts are readily available, so I am going to go that slightl lazier route.




Serves 3 to 4

Ingredients
400g Chestnuts, tinned or freshly boiled
4 rashers Smoked Bacon
½ tsp Smoked salt
2 Apples
750 ml Vegetable Stock
Salt and Pepper
150ml Cream
2 Shallots, finely chopped
100g Butter



Method
Heat the chestnuts through and add then shallots and sweat them together. Add the vegetable stock and bring the whole thing to the boil, let it simmer for three or four minutes, take it off heat and blend the chestnuts in the stock. If it’s too thick, gently add more vegetable stock to loosen the mixture.
Add the cream.
Season with salt & pepper if required.

Smoked Butter
Put soft unsalted butter into bowl in little pieces and add half a teaspoon of smoked salt and whiz.

Garnishes
Cut the apples up very finely and cut the bacon into little chunks. Fry the bacon for a couple of minutes and when the bacon starts to go brown, add the apples and stir gently until you’re ready to serve. Place the bacon and apple in the bottom of the bowl then pour your soup over them, put a little bit of smoked butter on top and leave it melt.

2 set 2010

EXPOSITION ITINERANTE SUR LE CHATAIGNIER


Une initiative inédite a été lancée par un professeur de l'universitè de Florence: m. Bellini de Marradi.
Il s’agit de la création d’une exposition documentaire sur le châtaignier devenue ensuite itinérante sous les auspices de l’Académie des Georgofili dont le commissaire était Elvio Bellini en collaboration notamment avec le photographe Claudio Betti.
On a eu recours à divers supports, produits transformés et une riche iconographie afin de constituer une synthèse efficace de tout ce que cette fagacée est susceptible d’éveiller en termes d’intérêt actuel et de souvenirs, voire de fantaisies. L’exposition s’articule en cinq éléments : une collection botanique, des produits tranformés, des publications, des photographies accompagnées de textes poétiques et une série de posters. Les aspects les plus divers de la castaniculture ont ainsi été rassemblés, constituant une vision panoramique qui offre à chaque visiteur la possibilité d’approfondir les éléments qui l’intéressent plus particulièrement. La collection botanique réunit les principaux écotypes de châtaignes et de marrons cultivés du nord au sud sur tout le territoire italien. Sont ainsi exposés les fruits de quelque 250 à 300 variétés.

L’exposition de produits transformés regroupe de nombreuses confections parmi lesquelles figurent crèmes, farines, fruits désséchés, fruits à la liqueur, sirops, marrons glacés, tagliatelles à la farine de châtaigne, biscuits variés, pains et même flocons de châtaigne. On y trouve aussi de multiples innovations comme des marrons et des châtaignes précuits au naturel, des purées au naturel destinés à la pâtisserie, des boissons (bière de châtaigne) à faible degré d’alcool, mais aussi des alcools distillés, des liqueurs et des conserves de fruits en alcool. Plus de 500 confections différentes sont ainsi réunies, dont un bon nombre provient de divers pays étrangers parmi lesquels figurent Chine, Japon, Corée et Turquie. L’exposition documentaire rassemble quelque 250 titres anciens ou récents consacrés au châtaignier provenant de la bibliothèque E. Bellini. Tous les aspects agronomiques, historiques, économiques, sociaux, culturels, gastronomiques, etc. sont couverts, témoignant amplement de l’énorme intérêt que cette espèce a toujours suscité. Grâce à une large série de remarquables photographies en noir et blanc accompagnées de textes pleins de poésie et d’érudition, l’exposition photographique due à Claudio Betti parvient à capturer quelques-uns des traits les plus attachants de notre “bon géant”. A qui les contemple en silence, elle fait partager le respect et l’amour du châtaignier, lui conférant toute l’importance qu’il a eue par le passé comme source de vie et de traditions populaires.

Actuellement disponible en italien et en français, la série de posters comporte 52 unités couvrant ici encore les aspects les plus divers des réalités castanicoles aussi bien italiennes qu’étrangères (Turquie, France, Espagne et Portugal). Plus de 800 prises de vue originales et en couleurs illustrent ainsi le châtaignier et l’utilisation de toutes ses ressources à travers le monde, accompagnées de commentaires synthétiques et cependant exhaustifs avec une série de posters thématiques

L’exposition itinérante a jusqu’ici été montrée pas moins de 29 fois à travers toute Italie, en passant par les provinces de Catane, Catanzaro, Cosenza, Potenza, Matera, Avellino, Aquila, Rome, Viterbe, Lucques, Florence, Come, Trente e Vérone .
Elle a en outre été présentée à Chaves (Portugal), à Bursa (Turquie), ainsi qu’à Beijing (Chine), Montpellier (France) et Bruxelles (B).